Questo blog vuole informare su come e quanto sta cambiando la vita di tutti i giorni in Grecia. L'intervento del Fondo Monetario Internazionale, BCE e dell'Unione Europea sta riducendo la Grecia a un paese in cui sarà difficile vivere. Non sono un giornalista e su questo blog voglio raccontare la vita di tutti i giorni, la mia esperienza diretta di come siamo costretti a "sopravvivere in grecia".

Alla pagina dei video di questo blog puoi vedere il nuovo documentario CATASTROIKA con sottotitoli in Italiano e il documentario DEBTOCRACY International Version con sottotitoli in inglese. Molto consigliato è anche la video intervista di Monica Benini "La guerra in Europa" che spiega benissimo ciò che sta succedendo alla Grecia. Nuovo video interessantissimo Fascismo inc anche questo in italiano. Seguendo questo link si possono ascoltare una serie di interventi andati in onda su Radio 2 Rai sul tema musicale Rebetiko, tra gli interventi, oltre alla musica si parla di storia, politica ed economia.

venerdì 27 febbraio 2015

Chi ha vinto e chi ha perso?
Una personale valutazione della trattativa tra Grecia e Eurogruppo.

Qui in Grecia stiamo vivendo una guerra di trincea. Simile a quella della Prima Guerra Mondiale. Difficile valutare chi sta vincendo e chi sta perdendo. Sicuramente sembra essere destinata a durare ancora per molto tempo. 
Di sicuro c'è solo che si tratta di una guerra.

disegno di Michalis Koundouris, preso da efsyn.gr
Alcuni hanno criticato il governo per le scelte che ha fatto. Io preferisco aspettare e stare a vedere. Riconosco comunque molte cose positive in ciò che è successo fino ad oggi. Ovviamente anche delle altre che sono negative.
Gran parte delle critiche rivolte al governo sono dovute al fatto che nel primo incontro in cui è stato deciso veramente qualcosa, mi riferisco a quello avvenuto il martedì scorso, non è stato portato a compimento il programma del governo.
C'è già chi punta il dito e accusa il governo con un laconico "ci avete venduto!".
A me questo comportamento sembra quantomeno ingenuo, per non dire di peggio. Penso che si fa presto a fare i rivoluzionari, specialmente senza buttare un occhio alle circostanze e alla situazione nazionale e internazionale in cui si trova la Grecia. 
Intendiamoci bene, anch'io vorrei ottenere tutto e subito. Ma questo è possibile?

Tanto per incominciare, una prima vittoria del governo greco è stata quella di aver eliminato la Troika. Questo mi sembra già una cosa da elencare tra le positive. In questi ultimi anni, i governi che si sono susseguiti, non hanno neanche preso in considerazione la possibilità di chiederne la sostituzione con altri referenti. Per anni la Grecia è stata comandata via e-mail. I tecnici e gli impiegati della Troika, che si presentavano in blocco, correggevano le leggi del governo, punto per punto, virgola per virgola, rimandandole al mittente qualora non fossero di loro gradimento. Il governo attuale si troverà invece a contrattare i provvedimenti che dovrà prendere in incontri separati con i vari referenti politici e ciò amplierà un po' gli stretti margini di contrattazione. Questa, per chi non lo avesse capito, è già una grossa differenza rispetto a prima e questa non è una differenza legata solo alla definizione. Non è stato cambiato il nome alla Troika, è cambiata la modalità e le circostanze in cui si va a contrattare.
Non bisogna inoltre dimenticare che la Grecia è un piccolo stato e in questa contrattazione è sola e isolata. Ha inoltre contro la stragrande maggioranza dell'informazione che tende a screditare il Syriza e i greci. Questo non mi stupisce per niente, è chiaro che sarebbe avvenuto. È la prima volta che in Europa, il clubbino dell'Eurogruppo si trova davanti un governo di sinistra. Le differenze culturali sono enormi, come molto diversi sono i modi di rapportarsi. Tutto questo shock culturale è stato riassunto e banalizzato dalla stampa nella questione "cravatta". Si punta il dito sull'abbigliamento sportivo dei politici greci per screditare le loro proposte. Io mi chiedo, la politica fatta fino ad oggi da questa massa di mostri in cravatta ha portato a qualcosa di positivo?

La Grecia si trova tutt'oggi in un'emergenza umanitaria. Sono migliaia le famiglie che non hanno possibilità di vivere secondo uno standard accettabile. Bisogna ricordarci che migliaia di persone sono senza energia elettrica, senza lavoro, senza assistenza sanitaria, non possono né scaldarsi né alimentarsi adeguatamente. Tra queste migliaia di persone vi sono ovviamente, bambini, anziani, malati etc..
Questa è una seria emergenza a cui il governo sta cercando di porre rimedio. È chiaro che vede questo punto come priorità. Questo lo sta facendo con piccoli passi, piccole vittorie da guerra di trincea. Queste piccole vittorie non cambiano l'esito della guerra, ma per qualcuno sono un'indispensabile boccata di ossigeno. 
Pensate che c'è stato una grande battaglia solo per inserire in questo documento approvato la dicitura "crisi umanitaria". Infatti, l'Eurogruppo si rifiutava di riconoscere che la Troika ha di fatto spinto in maniera deliberata un paese in tale condizioni di indigenza.
Il ministro delle finanze Varoufakis è riuscito a far approvare dall'Eurogruppo una lista di più di cento provvedimenti che il governo greco si impegna a mantenere nei prossimi quattro mesi. Molti di questi punti sono da considerare vittorie. Questa lista, che ha preso immediatamente nome "Lista Varoufakis", va a sostituire il "Memorandum" che fino ad oggi era il manuale dell'austerity e che indicava le riforme imposte dalla Troika.
Ricordiamoci che il precedente governo Samaras, ha perso le elezioni grazie soprattutto alla "macelleria sociale" che ha fermamente sostenuto durante il suo mandato, e questa sconfitta è avvenuta nonostante avesse con se tutta la stampa e la televisione del paese e l'appoggio di molta di quella estera. Se fosse tornato alla guida del paese, risollevato dalla rinnovata fiducia degli elettori, tra i primi provvedimenti già pronti e ordinati dalla Troika ci sarebbero stati: nuovo e ulteriore abbassamento delle pensioni e innalzamento dell'iva nelle isole (una vera e propria stangata per il turismo e gli isolani) e altre migliaia di licenziamenti nel pubblico impiego. Queste tre cose non verranno fatte...e questo lo si può tranquillamente annotare tra le vittorie. 
In questa situazione, dove non c'è sconfitta c'è vittoria. Pensate a tutti quei nuclei familiari che al momento sopravvivono grazie alle pensioni dei nonni. Senza la contrattazione di questo governo, queste pensioni sarebbero state ulteriormente tagliate.

Forse la cosa più importante che è stata raggiunta riguarda il surplus, che per quest'anno era programmato per il 3% e per l'anno prossimo era stato fissato al 4,5%. Nella "Lista Varoufakis" è stato cambiato e rimpiazzato con un generico "secondo le possibilità del paese".
Non vi sarà incremento della pressione fiscale per i poveri e per ciò che resta della classe media, vi sarà un innalzamento dello stipendio minimo, ripristino dei contratti collettivi per i lavoratori, molte misure contro l'evasione fiscale e, cosa più importante, verrà fatta una legge che vieta alle banche di requisire la prima casa a coloro che non possono pagare il mutuo perché hanno perso il lavoro. Questa è una grande vittoria. Da notare che in Spagna e in altri paesi sono già tante le famiglie che si sono viste requisire la casa dalle proprie banche e così sarebbe stato anche in Grecia dall'inizio di quest'anno.
Ci sarà inoltre un riesame delle privatizzazioni in corso e molte delle privatizzazioni previste saranno fermate. Tra le tante ricordo due che sono molto importanti: l'acqua e l'energia elettrica...e anche questa è una grande vittoria.
Tutto quello che è stato fatto fino ad oggi è senz'altro migliorativo della situazione attuale ed è da considerarsi un passo avanti.

Per capire da dove nasce lo scontento nella sinistra greca bisogna fare una ulteriore spiegazione. Ci sono due cose che spesso vengono confuse ma che sono ben diverse ed è bene mantenere separate. Queste due cose sono il "Memorandum", che come ho detto è stato sostituito dalla "Lista Varoufakis", e il "Contratto di Prestito".
Che cos'è il "Contratto di Prestito"? È un insieme di accordi che sono stati firmati dall'ex ministro Venizellos il 12 febbraio del 2012 in occasione dell'inizio del secondo Memorandum. Questo contratto è considerato il più negativo patto che uno stato abbia mai firmato nella storia e sancisce le conseguenze a cui la Grecia si espone in caso che non riesca a pagare il proprio debito. In questo contratto ci sono tre punti che sono particolarmente tremendi e che è bene capire perché.
Il primo è che la Grecia rinuncia al "diritto greco" per la risoluzione delle controversie legate al debito e si affida al "diritto inglese". Il diritto inglese non lascia scampo ed è dichiaratamente per la ragione di colui che ha prestato i soldi. Segue la tradizione coloniale e non lascia ambiti di trattativa. In caso di mancato pagamento i creditori hanno il diritto di prendersi tutto quello che vogliono (terre, isole, immobili, e ogni fonte di ricchezza della Grecia) fino all'estinzione del debito.
Il secondo impone alla Grecia di risolvere le eventuali controverse presso il tribunale del Luxenburgo e non quello di Atene.
Prima di spiegare il terzo punto devo precisare che ogni stato ha un insieme di ricchezze che sono inalienabili, in ogni caso devono restare di proprietà dello stato, succeda quel che succeda. Questo è scritto nei trattati internazionali. Con il terzo punto del "Contratto di Prestito" la Grecia rinuncia esplicitamente a questa inalienabilità, quindi i creditori possono prendersi davvero tutto. Anche ciò che fa parte del patrimonio storico e culturale di questo paese oltre alle risorse per la sopravvivenza.
Il governo è riuscito a cambiare il "Memorandum" e quindi a cercare di trovare una via alternativa all'austerity, ma non ha potuto evitare di estendere il "Contratto di Prestito".
Il ministro greco Varoufakis ha insistito molto per ottenere un accordo diverso dal "Contratto di Prestito", chiamato "Accordo Ponte" che avrebbe dovuto durare sei mesi e portare la Grecia fino a un nuovo accordo diverso dall'attuale.
Purtroppo non si è visto l'aiuto concreto di nessuno degli altri paesi europei. Anche i paesi che più sono colpiti da questa politica filo tedesca e che avrebbero potuto vedere un'occasione nella trattativa della Grecia, in questo momento sono guidati da governi di destra. I rappresentanti di Spagna e Portogallo sono stati tra i più duri nei confronti della Grecia all'interno dell'Eurogruppo. La via alternativa all'austerity imboccata dalla Grecia rovina la piazza a quei governi che la indicano come unica via possibile. Renzi, pur sapendo in che condizione versa l'Italia, si è limitato a regalare una cravatta a Tsipras. Avrebbe fatto bene a ficcarsela in un altro posto la sua cravatta "Made in Italy". Non è certo quello l'aiuto che il primo ministro greco cercava. Se sulla questione austerity e surplus ci sono state alcune aperture da parte di paesi come l'Italia, sulla questione del "Contratto di Prestito" tutti sono stati concordi a lasciarlo così com'è.
Ricordiamoci inoltre che un buon numero di seguaci di Schäuble avrebbe voluto far uscire la Grecia dall'Euro, se non altro per scoraggiare gli altri paesi dell'Europa da eventuali colpi di orgoglio.
Infatti proprio Schäuble ci ha provato in tutti i modi, si è mostrato irremovibile e ha montato una grossa campagna anti-Grecia da dare in pasto all'elettorato tedesco. Schäuble ha volutamente distorto la questione davanti al popolino tedesco, facendo passare il tentativo del governo greco di uscire dall'austerity come tentativo di non voler pagare i propri debiti. Ovviamente la verità è un altra. L'austerity rende matematicamente impossibile che la Grecia possa pagare i propri debiti, ma questo è proprio ciò che vuole Schäuble. Vuole trasformare la Grecia, e in seguito anche altri paesi, in "colonie di debito", cioè paesi schiavi per sempre dei prestiti e quindi in permanente svendita.

Quindi come potete capire la Grecia si trova tra le "Pietre Simpligadi", le famose rocce mobili che nella mitologia schiacciavano le navi di passaggio. La Grecia non si può permettere neanche il lusso di fallire e uscire dall'Euro, altrimenti il debito calcolato in Dracme sarebbe raddoppiato e la Grecia andrebbe ancora più alla deriva perdendo ogni speranza.
In questa situazione il governo greco ha dovuto decidere verso quale priorità rivolgersi. La crisi umanitaria ha avuto la precedenza.

Tanti che sono pronti e disposti a critiche, molto probabilmente non si rendono conto che il punto di rottura della trattativa è molto basso e che in questo momento la Grecia avrebbe solo da rimetterci in una eventuale uscita dall'Euro. Altre alternative non ce ne sono state. Il popolo greco sarebbe stato pronto ad un fallimento del paese? Ha veramente coscienza di ciò che questo comporta? La risposta è no, almeno per il momento.
Tutti coloro, dentro e fuori dalla Grecia, che criticano l'operato del governo lo fanno sulla base di ciò che avrebbe dovuto fare il governo secondo le promesse elettorali. Queste promesse elettorali, secondo loro, sarebbero dovute essere applicate nelle prime settimane di governo...questo vi sembra possibile? E soprattutto che margini di trattativa ha avuto la Grecia? Può sembrare possibile a chi non ha una minima idea di che aria tira in Europa. Ricordiamoci che ben due riunioni dell'Eurogruppo sono finite con una rottura della trattativa e che le posizioni di partenza tra governo greco e gli altri "governi della Germania" sono distantissime. Secondo il ministro delle finanze tedesco Schäuble, la Grecia avrebbe dovuto finire il programma di austerity (Memorandum) così come era stato iniziato e disegnato dalla Troika, oppure uscire dall'Euro.

La situazione è piuttosto complessa, come potete capire,  ed è facile che si creino tensioni e malumori. Chi critica il governo lo fa perché vede nel riconoscimento del Contratto di Prestito la condanna della Grecia. Chi sostiene il governo, riconosce il tentativo di salvare il salvabile e di provare ad arginare l'emergenza umanitaria.
Io penso che più che spendersi in inutili critiche da sinistra verso l'operato del governo in queste prime settimane, sarebbe meglio avere un po' di pazienza e di maturità per valutare ciò che sta succedendo.
Certo, è più facile fare i rivoluzionari e non essere mai soddisfatti. Anche a me vanno stretti gli accordi presi dal governo e avrei voluto l'immediato crollo del capitalismo internazionale e la nascita di un nuovo mondo dove tutti hanno uguale dignità. Ma questo non lo si può raggiungere né con i partiti, né con le elezioni, altrimenti sia gli uni che le altre sarebbero vietate. E soprattutto non lo si può raggiungere in tre settimane. Sta li il ruolo importantissimo dei movimenti che lavorano dal basso, ma ci vuole tempo. Un governo può arrivare fino a dove la trattativa con gli altri lo può portare. Tutto si basa su dei rapporti di forza che al momento sembrano non esserci in Europa.
Temporeggiare e cercare di contenere il danno è la cosa che sta facendo il governo greco e, quando possibile, strappare una piccola vittoria. Aspettando che gli equilibri politici cambino dentro e fuori dalla Grecia.

martedì 24 febbraio 2015

Lista Varoufakis. In attesa della risposta dell'Eurogruppo.

Oggi la risposta dell'Eurogruppo e quindi di Schäuble alla "lista Varoufakis". Questa lista elenca le misure economiche e le riforme che la Grecia propone in alternativa all'imposizione della Troika. Un tentativo di riacquistare una sovranità sul proprio paese, sovranità morta e sepolta in questi anni di governo Nea Dimokratia - Pasok. Un tentativo di ridurre la crisi umanitaria in corso in Grecia.
Non sarà facile. Il rapporto di forza è come quello tra Polifemo e Ulisse...
Per il popolo greco è un momento decisivo. Riassumo lo stato d'animo con questa famosa poesia:

Soldati Popolo Greco

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

Giuseppe Ungaretti


venerdì 20 febbraio 2015

Oggi il blog sopravvivereingrecia compie tre anni.

Mi ricordo ancora bene il 20 febbraio del 2012 quando a pochi giorni di distanza dalla firma del Memorandum, avvenuta il giorno 12 dello stesso mese, pensai di iniziare a scrivere e descrivere come la Grecia sarebbe cambiata. Questo cambiamento c'è stato ed è stato profondo. In soli tre anni questo paese è arrivato a dover affrontare una vera e propria crisi umanitaria.
Eppure, la miseria in cui è stato spinto non è stata la cosa peggiore. L'imposizione dell'austerity ha portato vari mostri in campo. Il restringimento dei margini democratici ha generato all'aumento della violenza. Quella istituzionale della polizia che non ha perso una singola occasione per picchiare, reprimere, arrestare e mostrare la faccia peggiore e marcia di questa baracca che qualcuno si ostinava a chiamare "democrazia". Quella dei fascisti, che spalleggiati e incentivati dai governi, dalle televisioni e dalla lobbie dei potenti greci hanno cavalcato la crisi economica cercando di guadagnare il più possibile in termini di consenso sociale. Questa propaganda fascista è stata fatta sulla pelle di tanti immigrati e non che hanno pagato con la vita questa follia. Poi c'è stata la violenza, giornaliera e costante dei governi, tra i peggiori quello di Samaras, una vera punizione per la Grecia. Hanno visto nella crisi un'occasione d'oro per arricchirsi velocemente e far guadagnare i propri amici. In maniera collaborativa hanno lavorato con la Troika per distruggere questo paese, hanno cercato di dividerlo, di svenderlo, di umiliarlo.
Se dovessi scegliere un sentimento che ha caratterizzato questo periodo dovrei per forza scegliere la paura. Paura del futuro e paura del dover perdere quel poco che ancora ti è rimasto.
In questi tre anni non ho raccontato solo questo, ho cercato di descrivere anche delle cose positive che proprio grazie alla crisi sono nate. La solidarietà è una di queste. Migliaia di persone si sono organizzate in maniera spontanea per aiutarsi l'uno con l'altro, per trovare nuove e diverse forme di sostentamento che andassero a rimpiazzare ciò che a poco a poco lo stato faceva mancare. Abbiamo vissuto tutti in un grande laboratorio di esperienze dove il confronto e la necessità hanno fatto maturare e riflettere migliaia di persone sui temi portati i ballo dalla crisi. C'è stato un momento di crescita collettiva unico che ha portato alla vittoria su questa paura imposta.
Il primo passo e il più difficile per la società greca è stato realizzare e capire ciò che stava succedendo, fatto questo, è stata una strada in discesa andare in massa verso un cambiamento, una nuova speranza.

Rileggendo i vari post del blog, iniziando dal primo, si può rivivere in maniera cronologica l'evoluzione della crisi e delle sue conseguenze. Sono stati 160.000 i visitatori di sopravvivereingrecia, che hanno letto, commentato, condiviso e pubblicato altrove i gli articoli che descrivono cosa significa nella realtà vivere in Grecia.
Ringrazio tutti voi di cuore. Mi avete seguito con affetto ed interesse. Continuate a farlo perché l'informazione e la comprensione è l'arma più forte che ancora possiamo usare.


mercoledì 18 febbraio 2015

Due pizze alla troika, per cortesia.

Da indiscrezioni giornalistiche intercettate nelle ultime ore sembra che il Greek Humour non sia pienamente apprezzato nel saloncino dell'Eurogruppo.
Infatti lo scerzo del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis sembra non essere stato capito, avrebbe secondo alcuni addirittura generato "disturbo".
In riferimento al servilismo dimostrato dal presidente Dijsselbloem che si è prestato a consegnare il documento scritto e imposto da Schäuble, addirittura sostituendolo all'ultimo minuto con quello di Moscovici, il ministro Varoufakis pare che lo abbia appellato davanti a tutti "delivery boy".

Niente male Yanis.  Mi stai simpatico. Ti invito a cena.

martedì 17 febbraio 2015

Il documento di Schäuble e Dijsselbloem sostituisce a sorpresa il testo di Moscovici"
Pubblicato sull'account twitter del giornalista Paul Mason il documento della discordia

Sul fare del mattino si fa più chiara la situazione che ha gettato scompiglio nel vertice europeo di ieri.
Dalla conferenza stampa del ministro delle finanze greco Y. Varoufakis tenutasi al termine del fallimentare incontro di ieri sera, si capisce che il mancato accordo sarebbe dovuto ad un improvviso cambio della bozza di discussione.
Schäuble e Dijsselbloe. Foto ΑΠΕ ΜΠΕ  presa dal sito www.tvxs.gr
Una prima bozza di discussione era stata preparata da Pierre Moscovici e trovava la disponibilità della parte greca a firmare e a chiudere la questione con un documento che avrebbe messo d'accordo tutti. Ma le carte in tavola sono state cambiate repentinamente e sul tavolo della trattativa è comparso un altro documento, presentato da Jeroen Dijsselbloem.
Il giornalista di Canel 4 Paul Mason, nelle prime ore del mattino, ha pubblicato sul proprio account Twiter due documenti allegati a Moscovici, i due documenti a cui Varoufakis fa riferimento nella conferenza stampa di ieri sarebbero stati sottoscritti dallo stesso in qualsiasi momento. Specialmente il "secondo documento Moscovici", è forse anche migliore e più completo del primo. Si fa addirittura riferimentob a provvedimenti riguardanti l'emergenza umanitaria Grecia. Tali documenti sono stati discussi e scritti in un incontro preliminare avvenuto in precedenza tra Moscovici e Varoufakis.
All'inizio dei lavori dell'Eurogruppo, il presidente Jeroen Dijsselbloem è uscito con un colpo di scena presentando un documento inedito e presumibilmente dettatoli da Schäuble che cambiava completamente le carte in tavola. Il documento di Dijsselbloem è infatti stato scritto in maniera tale che rende impossibile l'avallo dai rappresentanti greci.

Nei due documenti ci sono delle differenze fondamentali che non hanno permesso alla parte greca di poter firmare. In particolare due voci fanno la differenza fondamentale tra le due bozze.
La prima differenza riguarda le formalità con cui si gestisce le questioni tecniche legate al Memorandum; nel documento Moscovici si fa riferimento ad una proroga del contratto di prestito di 6 mesi dove c'è un congelamento delle posizioni dei soggetti interessati e si apre un periodo di trattativa ed elaborazione di nuove soluzioni, mentre nel documento Dijsselbloem si parla di un'estensione del programma della Troika (memorandum) di 6 mesi fino ad arrivare al suo completamento. Ovvero, in questo caso per la Grecia e il suo popolo ridotto all'osso non cambierebbe niente. In questi sei mesi, dove la Grecia dovrebbe ulteriormente spremere i propri cittadini con altri tagli a stipendi, pensioni, posti di lavoro, svendite di beni pubblici, ulteriore innalzamento dell'IVA etc... servirebbero per elaborare un altro eventuale piano che il paese andrebbe a seguire dopo di questo.
La seconda, e più importante differenza riguarda gli obiettivi per il surplus primario: il testo Moskovici dice che le autorità greche "per garantire il surplus primario necessario e le risorse finanziarie necessarie per garantire la sostenibilità del debito" senza definire obiettivi quantitativi. Invece il documento Dijsselbloem si riferisce direttamente alle eccedenze di 3% e il 4,5% come riferimento alle disposizioni pertinenti contenute nell'accordo del Novembre 2012 si legge che le autorità greche garantiranno i "fondi necessari e surplus in modo da garantire sostenibilità del debito in linea retta con gli obiettivi concordati nel novembre 2012 "
  
La figura di Yannis Varoufakis è una cosa inedita nell'Eurogruppo, non solo perché, come amano commentare i giornalisti, non porta la cravatta, ma perché è la prima volta che un'economista che sa benissimo il fatto suo si presenta alle trattative come ministro, dove fino ad ora si sono visti miseri politici che ricoprivano semplicemente il ruolo di ministri delle finanze. In pratica delle "penne" pronte a firmare tutto ciò che gli veniva messo davanti. Una figura come Varoufakis non è neanche lontanamente paragonabile con i suoi predecessori, coloro con cui erano abituati a trattare in Europa fino a poco tempo fa. Vi ricordo che precedentemente la commissione aveva a che fare con Venizellos, la persona più corrotta e ricattabile del mondo, che ha firmato quanto di più dannoso esiste per la Grecia. Poi c'è stato Stournaras, una nullità vestito con giacca e cravatta. Sarebbe stato pessimo averlo anche solo come commercialista, figuriamoci come ministro. 
La signora Merkel infatti vede un grande problema in questo ministro e ne vorrebbe la sostituzione. Si sente ignorante davanti a lui e si sente come una studentessa a lezione.
Il tentativo di screditare il ministro delle finanze greco è forte e lo si fa con ogni mezzo necessario, iniziando dal farlo passare da visionario. Infatti, i sostenitori della linea Troika hanno addirittura negato l'esistenza del documento Moscovici. Dicendo che il documento Dijsselbloem è l'unica bozza presentata e l'unica che la Grecia può accettare. Su come abbia avuto i due documenti Moscovici il giornalista Paul Mason resta il mistero. Molto probabilmente sono stati fotografati da qualche funzionario greco e poi spediti al giornalista inglese. Sono solo supposizioni, invece il dato di fatto è che si è formato un asse capitanato dal ministro delle finanze Schäuble, dove il primo dei discepoli è il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem e che si sta tirando dietro quasi tutti gli altri membri dell'Europa. Questo asse non vuole assolutamente che si trovi una soluzione e che si aprano degli spazzi per il negoziato e la discussione.   
Ciò che è stato imposto alla Grecia per mezzo del Memorandum non ha precedenti e non può essere comparato con nessun altro provvedimento imposto ad altri paesi in crisi. Quindi è inutile e ipocrita che
Dijsselbloem inizi i suoi discorsi dicendo quanto sono stati diligenti gli altri paesi in crisi che hanno seguito le direttive e quanto si dimostra negligente la Grecia.
Il programma imposto dalla Troika oltre a rivelarsi non effettivo e inutile al fine del risanamento della situazione economica greca, e questo è confermato dal deficit che nonostante i drastici interventi sull'economia resta in costante crescita, ha portato il popolo greco a vivere una vera e propria emergenza umanitaria su tutti i fronti. La situazione attuale è già molto grave e continuare il programma della Troika equivale a distruggere letteralmente la vita di milioni di persone. 
Questo però non sembra minimamente interessare i tecnocrati capitanati da Schäuble e Dijsselbloem che sembrano godere delle pene altrui. Agganciati come sanguisughe alla carne cercano di guadagnare il più possibile dalla loro posizione di potere economico. Il prestito fatto alla Grecia è solo un pretesto per renderla schiava e servile ai voleri delle multinazionali dei vari stati prestatori. Il vero loro guadagno sta nella svendita delle ricchezze della Grecia. Il cambio di governo ha interrotto gli ottimi affari che stavano concludendo. Solo per fare alcuni esempi, pensate che una multinazionale tedesca era infatti pronta a comprare per quattro soldi ben 14 aeroporti sul territorio greco, poi ci sarebbe stata la privatizzazione dell'acqua, dell'energia elettrica e lo smantellamento completo dei servizi sanitari e dell'istruzione. Il tutto condito da ulteriori tagli a stipendi e pensioni.

In pratica, nonostante che le condizioni di vita qui in Grecia siano già disperate, non abbiamo ancora visto niente. Pensate inoltre che in un paese storicamente conservatore come la Grecia, dove la destra ha una lunga tradizione e spesso è stata votata ad occhi chiusi, i sondaggi danno una popolarità del governo altissima. Le stime già alte dei giorni precedenti si sono ulteriormente elevate fino a raggiungere l'80% delle persone concordi con le scelte del governo.
Non solo le autorità greche non devono firmare un proseguo del memorandum, ma viste le condizioni reali del paese, non possono.
 Fallisce la trattativa di oggi. La Grecia non firma il documento imposto da Schäuble.

"Il governo non può firmare un testo che è in chiara opposizione con il mandato ricevuto dagli elettori". Questa è la dichiarazione del governo greco a seguito del fallimento dell'odierna trattativa.
Il governo greco, insieme agli altri componenti dell'Eurogruppo aveva preparato un testo, tale testo,  elaborato in questi giorni di contrattazioni, sarebbe servito da base per intraprendere una trattativa costruttiva che potesse soddisfare tutte le parti.
Improvvisamente oggi, il documento è stato sostituito con uno scritto dalla Germania. 
In quest'ultimo documento si imponeva la continuazione del programma della Troika. Programma che si è rivelato fallimentare sotto il profilo economico e che ha portato il popolo greco ad una emergenza umanitaria e alla perdita di diritti fondamentali democratici. A quanto pare c'è una forte volontà di affossare ogni tipo di trattativa.
Il fatto che Jean Claude Juncker si sia lamentato che dopo il cambio di governo in Grecia si deve rivedere gli accordi ci fa capire che per certa gente la sovranità popolare e le scelte dei singoli stati non hanno nessun peso, anzi sono di intralcio alle decisioni della Troika, che nella concezione di qualcuno dovrebbe governare sopra ogni governo...

giovedì 12 febbraio 2015

In migliaia in piazza a sostegno del governo.
Il 72% dei Greci è soddisfatto della politica di Tsipras in Europa.

Piazza Syntagma, oggi, 12 febbraio 2015
La stazione Syntagma della metropolitana alle ore 18:30
Anche oggi, in molte città della Grecia sono state organizzate manifestazioni in supporto del governo. In migliaia hanno sfidato il freddo di questi giorni per darsi appuntamento nelle varie piazze. Tante persone davvero. Ad Atene, davanti al parlamento si sono concentrate migliaia di persone, la folla gremita invadeva tutta la piazza e varie strade vicine. Anche le immagini di Sallonicco erano impressionanti, una gran folla circondava la torre rotonda simbolo della città. 
Ma le manifestazioni di sostegno al governo si sono verificate anche in tante altre città più piccole. Io sono andato alla manifestazione di Nafplio, dove varie centinaia di persone si sono date appuntamento davanti al comune. Tante facce che non avevo mai visto, tutti più sorridenti dell'altro anno. Essere a manifestare per sostenere la scelta del governo di opporsi alla Troika, non sembra vero. Solo poco tempo fa questa cosa sarebbe stata impensabile e le manifestazioni si facevano per protestare contro il TAIPED (l'agenzia di vendita statale) che aveva messo in vendita spiagge, immobili e siti archeologici. Poi si sono fatte contro le denunce a coloro che avevano partecipato alle manifestazioni contro il TAIPED etc... Mai a favore del governo.
Tutti sanno che sarà dura, nessuno ci regalerà niente. 
Bloccare il piano imposto dalla Troika a questo punto è una cosa difficile e rischiosa, ma non c'è altra alternativa possibile. La Germania si mostra irremovibile, i loro interessi affinché il piano della Troika vada avanti sono enormi. Con determinazione fanno pressione su tutti gli altri governi che evidentemente dimostrano di aver timore della Germania. Anche paesi a cui farebbe comodo un cambiamento delle dinamiche imposte da Berlino non si azzardano a disquisire. 
La Grecia è più o meno isolata sul piano europeo e ha fin'ora trovato il sostegno di pochi paesi. 
Ma il governo non cede. Ha incassato ieri il voto di fiducia presentando un programma che apre degli orizzonti diversi e diametralmente opposti da quelli del governo precedente. Un programma che non ha timore di essere di sinistra. Impensabile pochi mesi fa. Sono rimasti delusi tutti coloro che si aspettavano che il Syriza si sarebbe rimangiato le proprie promesse elettorali che invece sono state ribadite tutte nel programma di governo. Ciò che si teme maggiormente in Europa e che la Germania sta facendo di tutto per fermarlo è "l'effetto Grecia" ovvero il cattivo esempio di ribellione che la Grecia potrebbe dare ad altri popoli d'Europa. 
La politica del governo piace e ha ridato a tanti il gusto di alzare la testa, avere di nuovo una dignità dopo anni di umiliazione.
Un sondaggio dell'Università della Macedonia pubblicato tre giorni fa rileva che il 72% dei greci si trova concorde e soddisfatto della posizione che il governo greco tiene in Europa. E il 79,2% approva il programma di governo in generale. Molti di più di coloro che il Syriza l'hanno votato nelle ultime elezioni. Addirittura il 43% degli elettori di Nea Dimokratia sostiene la politica del governo. Il buon inizio ha subito influito sulle opinioni ed è così che il 75% del popolo greco ritiene che il nuovo governo è determinato ad attuare tutte le promesse elettorali
A Nafplio ho visto tanta gente infreddolita ma serena. Sicurezze non ce ne sono. La bancarotta e l'uscita dall'Europa sono possibilità reali. Ma non importa. 
Qualcosa nella testa delle persone è scattato, la paura è stata superata. Nessuno vuole che il governo torni indietro.

giovedì 5 febbraio 2015

Atene. Piazza Syntagma piena di manifestanti per sostenere il governo.

La foto è stata presa dal quotidiano Ta Nea. http://www.tanea.gr
Giovedì 5 febbraio. Ore 18 circa. Piazza Sintagma di nuovo affollata di persone. 
Vedere questa immagine ci riporta indietro al tempo degli Αγανακτισμένη (Indignati). Quando in migliaia affollavano la piazza Sintagma per protestare contro il governo. Poi furono sgomberati con violenza dalla polizia. Il parlamento fu da li in poi recintato da cancelli e dei pullman pieni di agenti in assetto anti-sommossa stazionavano sempre nei pressi della piazza. Sono rimasti li fino al dicembre appena passato, poliziotti e cancelli, il simbolo del governo Samaras.
Anche oggi c'è tanta gente, ma si sono riuniti a sostegno del governo. Tramite i social network una folla si è data appuntamento per sostenere la ribellione della Grecia al giogo della Troika. 
L'atmosfera è surreale. Neanche un poliziotto in assetto da guerriglia. Neanche un cancello a chiusura del parlamento.
Tra i primissimi provvedimenti del nuovo governo, sono state rimosse le barriere a protezione del parlamento e anche i reparti antisommossa non sono più a contorno con le manifestazioni. 
Questa è la nuova politica del governo per quanto riguarda l'ordine pubblico. Anche nel quartiere di Exarchia sono stati rimossi i presidi di polizia. Atene è stata improvvisamente smilitarizzata. E la gente apprezza. Si respira già un'altra aria.
Intanto, in Europa, la Grecia ha tutti contro e la Merkel non mollerà facilmente l'osso. Questo lo sanno bene le migliaia di persone che oggi sono tornate a invadere piazza Syntagma. Gli affari che le multinazionali tedesche stavano facendo in Grecia erano affari d'oro. Affari imposti alla Grecia dalla Troika e dal governo Samaras. Le pressioni ed i ricatti a finché niente cambi e la Grecia continui ad impoverirsi sono forti. La cosa più temuta è il cattivo esempio che la Grecia potrebbe dare ad altri popoli d'Europa. Ma c'è fiducia e solidarietà da parte della maggioranza del popolo greco a questa sfida lanciata da Tsipras.
Mi è giunta voce che alla televisione italiana le immagini di piazza Sintagma piena di gente siano state commentate così: Grecia: prime proteste contro il governo. Non stento a crederlo...
Per fortuna accade il contrario. 

Questa la traduzione dell'appello che ha convocato migliaia di persone in piazza.
Giovedì 5/2 18:00 Tutti e tutte a Sintagma.
Non ci ricatterete. Non ci inchiniamo. Non abbiamo paura. Non si torna indietro. VINCIAMO



sabato 31 gennaio 2015

Inizia la guerra mediatica, la macchina del fango ha iniziato a funzionare!

Il governo greco rifiuta di continuare il programma della Troika. Nessuno si aspettava che Tsipras tenesse fede alle promesse elettorali. Adesso attaccheranno la Grecia con ogni mezzo necessario, indispensabile la solidarietà di tutti.

Ha scatenato il caos il rifiuto del governo greco a continuare il programma di neoliberismo imposto dalla Troika. E insieme al caos è iniziata anche la guerra mediatica fatta di dichiarazioni dei vari funzionari e politici, mirate a isolare la Grecia nel panorama europeo.
Ciò che per questi burocrati non sta né in cielo né in terra e che veramente ha spiazzato i potenti dell'Europa è l'inedito avvenimento per cui un governo tiene fede alle promesse fatte e contenute nel programma elettorale. Chiudere con l'austerità, fermare il programma neoliberista in Grecia, questo era scritto nel programma che ha portato il Syriza al governo e con enorme stupore e incredulità di tutti...continua ad esserci scritto.
L'interesse sulla questione greca ha subito molti alti e bassi in questi anni, ha raggiunto picchi altissimi ogni qual volta si alzava la tensione, veniva ucciso qualcuno, oppure si avvicinavano le elezioni etc... Ma la vita di tutti, degli uomini e delle donne qui continuava al solito anche senza essere sotto le luci dei riflettori. Per lunghi periodi non se ne parlava neanche sui quotidiani e le televisioni estere. Ma qui andava avanti lo stesso. Anche se qualcuno si stava dimenticando dell'esistenza della Grecia e del suo dramma, anche se in molti non sapevano esattamente cosa vuol dire vivere in un paese dove la Troika ha il controllo assoluto e ogni legge che viene votata viene immediatamente corretta da uno staff di burocrati che decidono la sorte di migliaia di persone aggiungendo o levando uno zero da una cifra, aggiungendo o levando una virgola da una frase.
Austerity si scrive, ma si pronuncia neoliberismo ed è quella corrente economica che privilegia i mercati rispetto alla dignità umana, il profitto rispetto alla vita delle persone.
Quando il prodotto interno di un paese precipita in pochi anni del 25%, per qualcuno all'estero è solo una notizia letta su un giornale, per chi vive in quel paese è un dramma che si manifesta istantaneamente sulla vita reale di tutti i giorni. Vuol dire essere licenziati e quindi perdere l'assistenza sanitaria, non poter più pagare il mutuo della propria casa e rischiare di perderla, non potersi scaldare l'inverno, non avere i soldi minimi necessari per poter provvedere alle spese indispensabili per la propria famiglia etc...e tutto questo viene accompagnato da una serie di provvedimenti e leggi che rendono questa tragedia umanitaria una colpa. Una colpa per cui si viene puniti. Se non hai i soldi per pagare l'energia elettrica che è aumentata del 50% ti viene tagliata e rimani al buio. Non importa se hai figli, se sei malato, se sei un anziano...questi sono problemi che si pone uno stato normale...la Grecia è sotto il controllo della Troika e non c'è più spazio per l'assistenzialismo.
Scopri di essere malato di tumore e hai perso l'assistenza sanitaria perché sei disoccupato. Le spese per alcune delle cure e per un eventuale operazione le devi pagare tu, con i soldi che non hai. Se non li hai, il tuo debito viene comunicato all'ufficio tasse, se questa cifra supera i 5000 euro è previsto l'arresto. Immaginate con quale psicologia un malato in questa situazione affronta il proprio grave problema di salute. Ma questo non riguarda la Troika, perché il programma prevede che la Grecia aumenti la propria competitività, che riduca l'assistenzialismo e che privatizzi quanti più servizi possibili.
L'attuale Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari il sig. Pierre Moscovici alla domanda che gli è stata rivolta dai europarlamentari greci rispetto alla violazione dei diritti umani che provocano le nuove richieste della Troika ha risposto: la Grecia si trova in una speciale zona economica, politica e sociale, intendendo la supervisione della Troika. Dalla risposta si evince che in questo speciale compartimento non valgono le leggi europei e la carta dei fondamentali diritti umani.
Questa risposta è più che eloquente e descrittiva di quanto questa oligarchia di burocrati ha a cuore le sorti di migliaia di persone. I conti devono tornare...i loro conti. I conti nostri, di tutti coloro che da tempo vivono in questa "zona speciale" simile a una gabbia dello zoo, i nostri conti non tornano mai. Per quanti sforzi faccia un comune mortale in Grecia, non c'è verso di farli tornare. Sono migliaia le famiglie che non hanno i soldi per coprire i minimi bisogni.
È in questa "zona speciale" che i governi precedenti hanno visto un occasione d'oro per attuare la politica neoliberista che hanno sempre sognato. Lo stesso Samaras ha dichiarato all'indomani della vittoria elettorale del giugno 2012 "giocheremo in attacco, se la Troika ci chiede di fare otto, noi faremo dieci" e lo si è visto fin troppo chiaramente. Sono state fatte leggi per permettere la svendita dei servizi fondamentali dello stato come l'azienda che produce energia elettrica e la rete idrica, immobili, grossi terreni pubblici, ma anche spiagge, isole e siti archeologici sono stati messi in vendita tramite un agenzia immobiliare governativa chiamata TAIPED che aveva il compito di censire e gestire la vendita delle migliaia di proprietà dello stato. Il popolo greco non solo stava perdendo la dignità di una vita normale, ma gli si stava vendendo anche il terreno sotto i piedi. E tutto questo per cosa? Per niente, perché come al solito queste proprietà si trasformavano in occasioni d'oro per essere acquistate a prezzi irrisori da amici e parenti. Niente di strano, questo è il neoliberismo nella realtà. "Il mercato che si auto regola da solo" è una cavolata che stenta a stare anche nella più teoriche teorie. La realtà è diversa, il neoliberismo privilegia una piccola parte dei persone che aveva e che avrà ancora di più possibilità e soldi da investire. Perché i soldi si fanno con i soldi in questa "zona speciale". Non si fanno più con il lavoro come un tempo ormai remoto. Qui in Grecia, grazie alla Troika gli stipendi sono stati dimezzati e si prevedono ulteriori tagli per il futuro. Chi ha lavorato una vita si trova con una pensione di 350 euro. Tutto questo per "rendere la Grecia competitiva e attraente per gli investitori".

Stupisce e genera il panico nei mercati la decisione del nuovo governo di fermare il programma di privatizzazioni, di chiudere il TAIPED, non vendere più i servizi fondamentali per lo stato come acqua ed energia. Di riassumere tutti coloro che sono stati licenziati violando le leggi e la costituzione greca per "creare competitività".
Uno dei primi interventi del governo Tsipras è stato di riassumere tutte le donne delle pulizie che erano impiegate nei vari uffici e enti del ministero delle finanze e che erano state licenziate per fare posto a ditte private.
Voglio ricordare proprio questo, in questo mare di licenziamenti, perché qui in Grecia queste 500 donne erano diventate il simbolo dell'ingiustizia. Picchiate e tirate per i capelli dalla polizia davanti alle telecamere, le abbiamo viste tante volte in televisione. Compatte, non si sono mai arrese. Una legge del tribunale aveva sancito l'illegalità di questo licenziamento di massa. Ma la legalità, come già detto non trova posto in questa "zona speciale". Verranno riassunte, il governo attuale ha calcolato che con la paga di soli 20 super manager che verranno licenziati e che il governo precedente aveva assunto a contratto negli stessi ministeri sarà possibile pagare gli stipendi di queste 500 donne senza toccare il budget.

Mi preme chiarire che il governo greco non chiede che il proprio debito venga dimenticato, vuole solo che il "problema Grecia" sia discusso con tutte le istituzioni europee e tutti i membri dell'unione. Questi anni passati sotto il controllo della Troika hanno dimostrato che non solo queste misure sono disumane ed insostenibili, ma che non hanno portato a niente.
La Grecia è tutt'ora in una spirale senza fine che la sta portando sempre più a fondo. Aspetta la dose di soldi dalla Comunità Europea come un tossicodipendente aspetta la dose di eroina. Finito l'effetto della dose, sia il tossicodipendente che la Grecia devono tornare alla realtà. Una realtà che non cambia mai in meglio.
Anche il programma di privatizzazioni è inutile e completamente dannoso per la Grecia così com'è stato portato avanti. Il ministro delle finanze Varoufakis non è contrario a privatizzare alcune cose, sicuramente non le risorse primarie dello stato come l'energia e l'acqua, ma altre si.
Il punto è che le privatizzazioni dovrebbero almeno servire a risanare la situazione economica del paese. Mentre invece fino ad ora sono servite solo a svendere il patrimonio pubblico ai soliti noti.

Purtroppo come sappiamo bene, in questa Europa, manca del tutto l'idea di unione. Fino ad oggi i paesi più ricchi hanno guadagnato sulla disgrazia dei paesi più poveri, o meglio, le oligarchie dei ricchi di ogni paese hanno guadagnato sulla disgrazia dei più poveri di ogni paese. E gli interessi a far si che questo continui sono enormi, specialmente per paesi come la Germania che riteneva ormai la Grecia come proprio feudo. L'intento politico del Syriza è di riunificare l'Europa con l'aiuto e il contributo di tutti coloro che riusciranno a capire l'importanza di fare una cosa del genere. Elaborare una nuova Europa dove gli interessi di tutti i popoli siano più rappresentati e non solo quelli dei pochi potenti. Una cosa che appare impossibile, mi rendo conto, ma che è l'unica soluzione realistica.
Per far questo Tsipras ha bisogno della solidarietà degli altri capi di stato, che spesso sono dei "Samaras", e di una cosa ancora più importante, la solidarietà dei popoli.
I cittadini europei che avrebbero un beneficio da un cambiamento del genere sono tanti, come sempre molti di più dei pochi che invece traggono profitto da come vanno adesso le cose. In mano a chi è contrario ad ogni cambiamento ci sono la gran parte dei mezzi di informazione.
Preparatevi a sentire cavolate di grosso calibro, dietro al governo greco ci sarà sempre qualcuno, Putin, Soros, la Cia, la Troika, la Merkel, Al Qaeda e tutto il terrorismo, Mandrake e chi più ne ha più ne metta.
State attenti a ciò che vi verrà detto, "la macchina del fango è entrata in funzione!"
"Hai appena ucciso la Troika"
Il ministro delle finanze greco rifiuta le imposizioni della Troika

 “You Just Killed Troika” Questa è la frase che il capo dell'Euro gruppo Jeroen Dijsselbloem potrebbe aver pronunciato salutando con una imbarazzata stretta di mano il nuovo ministro delle finanze Yanis Varoufakis. La frase non è stata amplificata dai microfoni perché la conferenza era finita, ma è stata sentita dai numerosi presenti. Il ministro greco sembra aver risposto con un "Wow".

È finita così la conferenza in cui il capo dell'Eurogruppo è venuto a chiedere se la Grecia sia intenzionata a proseguire il programma della Troika. Programma con cui negli ultimi anni era stata guidato il paese e che l'ha portato sull'orlo di una crisi umanitaria. 

Il ministro Varoufakis nella sua risposta ha ricordato che i governi precedenti avevano assunto la Troika come collaboratori e referenti. 
Il nuovo governo è aperto e disponibile ha rinegoziare la propria posizione, a portare avanti gli impegni presi, ha stabilire un programma diverso da quello imposto fino ad oggi dalla Troika, ma questo deve avvenire con tutte le istituzioni legittime dell'Europa. L'attuale governo rifiuta la logica di questo programma che ritiene anti-Europea e quindi si rifiuta di portarlo avanti. 
Con questo mandato il popolo greco ha portato il Syriza al governo, ha ricordato Varoufakis, ed in seguito ha chiarito che il governo non accetta di fare nessuna trattativa con la commissione  che rappresenta questo programma di neoliberismo.

mercoledì 28 gennaio 2015

Perché il Syriza si è alleato con un partito di destra?
La situazione greca spiegata ai bambini. Articolo didascalico teso a fare chiarezza.

Dalla formazione del nuovo governo greco non c'è stato italiano con cui ho parlato che non mi abbia chiesto informazioni e chiarimenti sugli alleati di governo di Syriza. Per questo e per altri motivi è con una certa urgenza che vado a scrivere quanto segue.
Come tutti oramai sapranno, il Syriza, nonostante lo storico risultato elettorale che ha avuto domenica (ricordo a tutti che ha raccolto più del 36% dei voti), non ha raggiunto quel numero di seggi parlamentari che gli avrebbe permesso di governare in autonomia il paese. La quota di seggi minimi per governare da solo sarebbe stata 151, mentre con il suo 36% dei voti si è fermato a 149. Questo rende indispensabile un alleanza di governo con un altro partito.
Ovviamente questa alleanza il Syriza può farla con un partito tra quelli che hanno passato lo sbarramento del 3% e che adesso si trovano rappresentati in parlamento.
Oltre al Syriza, che ha come gia detto 149 seggi, si trovano in parlamento Nea Dimokratia con 77 seggi, che come ben sapete è il maggiore partito del governo uscente, Chrisi Avghi, terzo partito con 17 seggi, Potami, con 16 seggi, KKE, con 15 seggi, Pasok, altro partito di governo uscente con 13 seggi, e Anexartiti Ellines, con 13 seggi.

Da quel che ho capito, grazie alle domande e i chiarimenti che i miei concittadini mi hanno richiesto, la grande preoccupazione è sul come sia possibile che il Syriza abbia fatto un alleanza con un partito di destra. Questo lo capisco benissimo perché da italiano riesco subito a contestualizzarlo nell'assetto politico che molto volte ha caratterizzato il mio paese e nel sentimento che tale inutile politica provoca in ogni persona sensibile e speranzosa in un mondo migliore di questo.
Penso senz'ombra di dubbio che tutte le preoccupazioni nascono da questo e che tutti gli italiani che hanno sperato in una vittoria del Syriza in Grecia, una volta appresa la notizia dell'alleanza con gli Anexartites Ellines, vedono vanificata la vittoria della sinistra.

Tranquillizzatevi, perché non è così. E adesso vi spiego perché.

Andiamo però prima a vedere quali altre possibilità avrebbe avuto il Syriza per allearsi con un altro partito. Inizio con il partito che secondo me ogni italiano non ben informato avrebbe pensato utile e probabile per un alleanza col partito di Alexis Tsipras, il partito comunista greco KKE.
È chiaro che se non lo si conosce, si è portati a pensare che due partiti di sinistra, specialmente in questo tremendo scenario di crisi, siano portati naturalmente a collaborare per opporsi alle politiche neo-liberiste che hanno affossato il popolo greco fino ad oggi. Invece no. Per chi non ne è a conoscenza, è bene che sappia che il KKE è un partito retrogrado e conservatore, i propri militanti sono più vicini a degli adepti di una setta che a dei compagni. Si fa fatica a parlarci, e quando veramente con fatica riesci a farlo, ti accorgi che sono conservatori, nazionalisti, attaccati alla tradizione e ottusi. Il loro comunismo si manifesta in una piatta teoria economica che sembra essere fuori da ogni contesto. Non hanno fatto un millimetro di evoluzione culturale e ancora oggi sono omofobi e proibizionisti. Il loro elettorato, non si distingue affatto dalle scelte sociali degli altri, specialmente quando queste scelte potrebbero in qualche modo caratterizzarli come diversi dalla massa. Per fare un esempio, quasi nessuno di loro rifiuta i riti della religione ortodossa, quindi battezzano i propri figli, si sposano in chiesa e così via, vedono cioè nella religione una tradizione popolare e quindi non la mettono in discussione perché...è importante essere vicini al popolo. Forse tra tutte è il nazionalismo la loro piaga peggiore anche se è veramente difficile scegliere. Si identificano ancora con Stalin e non hanno nessun rapporto con gli altri partiti comunisti di Europa. Nel parlamento saranno quindi all'opposizione e come ho già scritto in un articolo precedente, sicuramente sperano che questo governo cada e che ne torni un altro come quello di Samaras, per tornare ad avere un senso come partito. La loro logica sembra essere "tanto peggio, tanto meglio". Prima delle elezioni, Alexis Tsipras aveva aperto al KKE per un eventuale appoggio ad un governo di sinistra e il loro capo ha respinto ogni ipotesi in merito, rispondendo con acida ironia.

Nea Dimokratia è il partito di Samaras e insieme ai socialisti del Pasok di Venizellos non li prendo neanche in considerazione. Ciò che dovevano fare al governo l'hanno già fatto con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Per i nazisti di Chrisi Avghi, neanche perdo tempo a dire perché il Syriza non può collaborarci.

Rimane il Potami. Chi sono? Sono un nuovo partito che sono stati fondati negli ultimi mesi per contrastare l'ascesa del Syriza. Hanno alla guida un giornalista che proviene da uno dei canali privati più sputtanati. Con grande aiuto dei media hanno avuto un relativo buon risultato elettorale.
Sono fondamentalmente di destra, specialmente per i temi che riguardano l'economia, sostengono il memorandum e ritengono che la Grecia debba seguire la strada imposta dalla Troika in tutto e per tutto. Vedendo il loro elettorato e alcuni dei loro candidati, a noi italiani, ci viene immediatamente in mente un giovane e rampante politico toscano, di cui adesso mi sfugge il nome, ma che è noto per essere un fighetto che si diverte a farsi i selfie con il telefonino. La loro politica è caratterizzata dall'apolitica, l'unica cosa positiva che posso vedere in loro è che pur essendo di destra, appartengono a una destra liberale che si differenzia da quella di Nea Dimokratia perché non è cosi bigotta, fanatica e fascista.

Rimangono gli Anexartiti Ellines, capitanati da Panos Kammenos. Sono coloro che con i loro 13 seggi sosterranno il governo Syriza. È vero che sono di destra, anche se non tutti. Questo non lo si può negare ed appare evidente soprattutto quando ci troviamo davanti alle questioni relativa alla religione, al nazionalismo etc... Bisogna però dire che riguardo alle questioni economiche hanno avuto una posizione molto chiara da subito. Sono contro il memorandum e proprio su queste questioni si sono da tempo divisi da Nea Dimokratia. Sono fino ad ora stati all'opposizione e sono gli unici che da principio hanno dichiarato apertamente che avrebbero collaborato con il Syriza.

In Europa, così come stanno le cose, ovviamente la stampa e la televisione hanno interesse ha presentare questo nuovo governo come un potenziale fallimento, come un ibrido e quindi assomigliante a tante altre schifezze che vedono insieme centro destra e centro sinistra. Ciò che probabilmente si teme di più è l'effetto Grecia. Cioè un'ondata di ottimismo, un cattivo esempio che dimostri ad altri popoli d'Europa che l'austerity non è l'unico modello possibile da seguire.

Voglio sottolineare che la Grecia è un paese di destra. Anche se le percentuali di voti che il Syriza ha ricevuto lo hanno portato ad essere il primo partito, bisogna considerare che in queste elezioni sono stati tanti gli elettori di destra che hanno votato sinistra perché stanchi e delusi dalla tremenda politica di Samaras. Inoltre tutti gli altri partiti sono più o meno assimilabili alla destra, con punte di eccezione come Chrisi Avghi che ha raccolto il 6,28% di voti. Sono tanti, troppo per un partito che si ispira al nazismo. Questo non è ancora tutto, pensate che si stima che almeno il 60% della polizia sia attualmente simpatizzanti di questo partito e così è per l'esercito. Questo forse, vi fa capire un po' meglio la situazione e vi fa capire anche che questa gentaglia non è per niente contenta di come siano andate le cose a queste elezioni. Considerate inoltre la ricca tradizione di colpi di stato che la Grecia si porta dietro e gli interessi dei poteri forti Europei (democratici solo a parole) che potrebbero incentivare queste spinte reazionarie.
Non dimenticate inoltre che la Grecia si trova da sempre in una sorta di guerra fredda con la Turchia, che ha avuto notevoli e annose questioni con la Macedonia e che far aumentare la tensione in questa area geografica potrebbe essere una delle tecniche usate per ricattare la Grecia.

Detto questo, penso che sia più chiaro per tutti che una componente di destra, con cui il Syriza può collaborare su molti temi economici e che si è rivelata fino ad ora abbastanza aperta a digerire le differenze culturali con la sinistra, possa servire a gestire un po' meglio quella parte di Grecia bigotta e ipocondriaca. Un ministro della difesa che proviene dall'area degli Anexartiti Ellines saprà sicuramente parlare e relazionarsi con quelle aree ostili alla sinistra, riducendo al minimo possibile l'attrito.
In fine ricordiamoci che il Syriza ha 149 parlamentari e gli Anexartiti Ellines 13.







martedì 27 gennaio 2015

Il nuovo Primo Ministro giura sulla Costituzione e non sul Vangelo
Simbologia di rottura nell'estetica del Mangas

Alexis Tsipra è entrato in carica come primo ministro del nuovo governo e come tale ha giurato davanti al Presidente della Democrazia Carolos Papulias. Ma questo rito che da anni ed anni si ripete alla formazione di ogni governo, questa volta è stato un po' diverso dal solito.
Infatti, Alexis Tsipras, che è il più giovane primo ministro della repubblica greca, ha giurato la propria fedeltà allo stato che andrà a condurre ponendo la propria mano sulla Carta Costituzionale e non come è successo fino ad oggi, ponendola sul Vangelo.
Ha cioè voluto usare un rito laico di giuramento e non il solito rito religioso.
A dimostrato di essere "Mangas" come si dice qui in Grecia quando qualcuno alza la testa, va contro corrente, rompe le regole. Questa parola che viene dalla cultura della musica "Rebetika" e che per molti italiani resta, nel senso più profondo incomprensibile, descrive bene per i greci ciò che ha fatto Tsipras.
Da notare che la possibilità di giurare sulla Costituzione è sempre stata alla portata di tutti, ma ogni primo ministro precedente a Tsipras non l'ha neanche presa in considerazione. Tutti i capi di governo succedutesi fino all'attuale, si sono voluti uniformare alla massa, avendo paura del giudizio del greco medio, del clero e soprattutto paura di essere diversi. Non è una questione di credo, anche tanti altri politici, (praticamente tutti) si sono dimostrati ampiamente distanti e sprezzanti dei dettami religiosi indicati dal Vangelo, ma è sempre stato più che sufficiente scimmiottare davanti al proprio popolo questo rito religioso, per essere visti da tutti come un pezzo della massa.
Certo che è una cosa simbolica. Ma come ogni cosa simbolica è un piccolo gesto che ha una grande forza comunicativa. Con questo nuovo ed inedito modo di esprimere fedeltà alla Democrazia Greca Alexis Tsipras mostra a tutti che si può essere diversi, innovativi e soprattutto non ipocriti.
Essere diversi dalla massa è ancora un grosso tabù in Grecia per la stragrande maggioranza delle persone. Ancora oggi essere greci significa automaticamente essere cristiani ortodossi e quindi seguire tutte le tradizioni che la chiesa vuole. Dal battesimo al matrimonio. Non importa il proprio credo o non credo, per molti battezzare i propri figli, sposarsi in chiesa, andare una volta l'anno a messa è una maniera di uniformarsi alla massa, di allontanare la paura di essere diversi. In molti continuano a giustificarsi dicendo che "lo si fa per la nonna", per la "vecchia zia", per il "paese", ma in realtà tutti lo fanno per il terrore di essere giudicati dal prossimo.
La Grecia è uno stato confessionale dove la divisione tra stato e chiesa non è ancora avvenuta e chissà se avverrà. Dimostrare di poter prendere altre vie, di poter essere diversi è una lezione grossa verso il popolo greco, se pur sul terreno simbolico Alexis Tsipras ha indicato una nuovo modo di iniziare, di presentarsi alle istituzioni e se vogliamo anche un modo più giusto di essere primo ministro di tutti. Anche della minoranza greco musulmana, greco cattolica etc...
Questa mania di identificare la propria tradizione con la religione e con tutti i suoi riti è un problema che anche il KKE non ha ancora risolto. Il partito comunista greco resta attaccato alla tradizione e al nazionalismo, si dimostra retrogrado e conservatore su tantissimi temi. Il comunismo che professa è solamente una piatta teoria economica che non offre niente di innovativo culturalmente e nel modo di essere. Non è stata mai fatta o semplicemente proposta una rivoluzione culturale da questo partito di mummie. E anche adesso, davanti al cambiamento che il popolo greco ha scelto di fare, rischiando, esponendosi, tra mille insicurezze e mille dubbi, il KKE si rifiuta di essere coinvolto dalla storia. Arroccato nelle proprie posizioni "medievali" gira le spalle al popolo greco tartassato da anni di dura crisi economica. Per questo comportamento assurdo, nonostante i licenziamenti di massa, gli stenti economici, la fame, l'assenza di sanità e i tagli degli stipendi etc.. il KKE partito comunista greco è rimasto sempre e soltanto un piccolo partito. Le proprie percentuali sono variate di poco, sono sempre e solo i soliti a votarlo. Come una religione. Come un dogma.
Con ironia il segretario del KKE ha respinto l'apertura del Syriza ad una collaborazione ed un appoggio al governo. Il KKE sarà anche questa volta all'opposizione. Magari con la speranza che questo governo cada, che ne segua un altro come il precedente, come quello che ha portato la Grecia in questa situazione. Per potersi sentire un po' meno inutili di quanto siano adesso, per poter ristabilire questa marcia logica del "tanto peggio, tanto meglio" che tanto piace al KKE.
Nella stessa giornata, poche ore dopo del giuramento sulla costituzione, Alexis Tsipras ha voluto essere di nuovo diverso, di nuovo fortemente comunicativo sul piano simbolico. In genere tutti i primi ministri che prendono la guida dei nuovi governi pongono una corona di alloro all'altare del Milite Ignoto che si trova davanti al parlamento. Il più giovane primo ministro che lo stato greco ha visto fino ad oggi ha voluto di nuovo diversificarsi, ed ha posto la propria corona di alloro a Kesariani, allo Skopeftirio il luogo dove i tedeschi uccisero più di 200 partigiani della resistenza greca.
Un modo per sottolineare la propria diversità, le proprie radici culturali, la propria tradizione davanti a tutti i greci, perché tutti i greci furono vittime del nazismo, ma in particolare davanti a quella parte di popolo che nella tradizione e nella storia di questo paese non si arrende e non si arrese.

Seguendo il link si possono vedere i due video correlati all'articolo.
Giuramento da primo ministro
Kesariani, omaggio alle vittime del nazismo

lunedì 26 gennaio 2015

Accordo per il nuovo governo.

Il Syriza non ha raggiunto la maggioranza assoluta. Ha raccolto più del 36% di voti. Un risultato inaspettato ed ottimo che però si traduce in 149 seggi parlamentari che non sono abbastanza per governare da solo. Ricordo a tutti che il limite minimo per governare in maniera autonoma è 151 seggi.
Notizia di stamani è la collaborazione con il partito Anexartiti Ellines, un partito creatosi dalla scissione di Nea Dimokrazia che da vari anni è all'opposizione del governo Samaras. Per quanto riguarda i temi economici è compatibile con il Syriza. Per le altre importanti tematiche che riguardano più la sfera sociale, ha alle volte posizioni incompatibili e piuttosto conservative.
Vedremo come si evolveranno le cose. Comunque l'accordo tra Alexis Tsipras e Panos Kammenos (alla guida del Anexartites Ellines) c'è e le procedure per la formazione del nuovo governo vanno avanti.

domenica 25 gennaio 2015

Ancora incerta la autonomia di governo per il Syriza

Qui in Grecia si respira un atmosfera euforica. Ciò che è successo questa sera ha dell'incredibile e a molti non sembra ancora vero. Migliaia di persone sono incollate alle televisioni e ascoltano con attenzione i riultati che scorrono su gli schermi in rapida evoluzione. In questo momento sono state scrutinate circa il 40% delle scede e si inizia ad avere un immagine del dato reale.
Le cose sono andate molto bene e al disopra delle aspettative. Non è ancora sicuro tuttavia se il Syriza potrà fare un governo da solo, cioè senza dover fare alleanze con altri partiti. Per governare ha bisogno di 151 seggi, al momento ne sono stimati 150. Non è ancora detta l'ultima parola, a secondo di come andranno le cose a fine del conteggio dei voti. Questi 150 seggi potranno essere 149 oppure diventare 151. Questa variazione del dato dipende da quanti partiti passeranno lo sbarramento del 3%, per esempio in questo momento il nuovo partito Kidiso (Kinima Dimokraton Socialiston - Movimento dei Social Democratici) fondato circa una ventina di giorni fa da Giorgos Papandreou è al 2,5% e si posiziona al limite della soglia. Non sappiamo ancora se entrerà in parlamento, se dovesse entrare, questo metterebbe a serio rischio un governo autonomo del Syriza.
Il KKE, i comunisti greci che ha più o meno il 5% è praticamente inutile per qualsiasi collaborazione con il Syriza. Non vanno assolutamente confusi con un qualsiasi altro partito comunista europeo. Vedono il Syriza come antagonista e lo odiano in quanto lo ritengano la diretta concorrenza. Molti militanti del Syriza si sono impegnati in questi anni nei movimenti di solidarietà, nelle strutture autorganizzate, nelle assemblee di quartiere che hanno portato all'organizzazione diretta di ambulatori autogestiti, mense sociali etc...molto spesso a stretto contatto con aree antiautoritarie e libertarie. Si sono saputi confrontare con le pratiche autogestionarie. Invece i comunisti greci del KKE che da sempre amano stare solo e soltanto all'opposizione sostenendo la filosofia del "tanto peggio, tanto meglio", ricevono ordini esclusivamente dai vertici del partito e sono arroccati su posizioni "medievali". Non hanno assolutamente mai preso parte a nessun movimento.
Gli altri partiti sono molto diversi dal Syriza e con molti di loro sarà difficile un eventuale collaborazione. Per questo sarebbe importante che il Syriza ottenesse una autonomia di governo.
Comunque, questo lo sapremo tra qualche ora, al più tardi domani. Ciò che è successo in Grecia è una cosa che stupisce i greci stessi e la speranza è che proprio dalla Grecia parta un nuovo vento di cambiamento che influenzi tutta l'Europa. A guastare un po' la festa è il 6,4% di Chrisi Avghi il che dimostra che nonostante le cose siano cambiate molto in Grecia c'è ancora parecchio lavoro culturale da fare per estirpare il fascismo dalla società.
Grecia ore 19
Sono state appena chiuse le urne elettorali, questi i primi Exit Poll ufficiali delle Elezioni Politiche 2015 (percentuale exit poll 75%)

Syriza  35,5 - 39,5%
Nea Dimokratia 23,0 - 27,0%
Chrisi Avghi 6,4 - 8,0 %
Potami 6,4 - 8,0 %
KKE 4,7 - 5,7 %
Pasok 4,2 - 5,2%
Anexartiti Ellines 3,5 - 4,5 %

A seguire le proiezioni e in seguito i risultati finali.

sabato 24 gennaio 2015


Secondo l'ultimo sondaggio di opinione fatto un giono prima del voto dall'istituto di statistica Palmos, il Syriza ha avuto ancora un lieve aumento (0,3%). 
I dati sono di difficile interpretazioni, vengono riportati due tipi di stime. Una e' cio' che viene dichiarato alla domanda: Chi voteresti? L'altro e' la stima che viene fatta rispetto alle percentuali degli indecisi e di coloro che non vogliono rispondere che poi si tradurranno anch'esse in voti reali. Secondo le intenzioni di voto espresse dal popolo greco nel sondaggio di opinione il Syriza raccoglie il 30,5%, staccando di piu' di 10 punti percentuale il partito di governo Nea Dimokratia che resta al 20,1%. I nazisti di Chrisi Avghi resistono al terzo posto con un 6%, a seguire il Potami con il 5,1%, il KKE (partito comunista greco) con il 4,8%, i socialisti del Pasok al 3,2% (anch'essi partito di governo).
Nella stima delle percentuali, i dati variano e vengono segnalati un minimo e un massimo: Syriza 36,5% (33,8%-33,2%) Nea Dimokratia 25,5% (23,1%-28) Potami 7,5% (6,2%-8,8%) Chrisi Avghi 6,5% (5,1%-7,9%) KKE 6% (4,7%-7,3%) Anexartiti Ellines 4% (3%-5%)
Come potete vedere il Syriza sara' di sicuro il primo partito, se avra' la maggioranza assoluta non e' ancora chiaro. Avrebbe bisogno di almeno 151 seggi. Dipende inoltre da quanti partiti supereranno lo sbarramento ed entreranno in parlamento. Per la prima volta le percentuali di coloro che hanno risposto alla domanda: Chi e' secondo lei il piu' adatto a diventare primo ministro? sono uguali,  Alexis Tsipras si trova al pari di Antonis Samaras.
Ricordo a tutti che il KKE il partito comunista greco resta arroccato sulle proprie posizioni ed e' praticamente inutile a qualsiasi ipotesi di collaborazione per un eventuale governo di sinistra del Syriza. Domani a partire dalle ore 18 (ora italiana) i primi exit poll ufficiali.

venerdì 23 gennaio 2015

Due giorni dal voto. L'importante è crederci.
Il Syriza è in testa ai sondaggi e punta all'autonomia di governo.

Due giorni ci separano dal voto. Un voto importante e non solo per la Grecia.
Da quando sono state indette le elezioni ho vissuto in una tensione continua aspettando che succedesse qualcosa, qualcosa di grave, qualcosa di tragico. Qualcosa che in una maniera sporca e repentina potesse cambiare il corso delle cose.
Inizio il mio articolo raccontandovi questa mia angoscia. Non sono stato il solo a sentirla, giorno dopo giorno ho vissuto in una sorta di allerta, con la paura che anche in Grecia venisse attuata una "Strategia della Tensione", come a suo tempo venne attuata in Italia. Se c'è una sensazione che ha accompagnato questo periodo pre-elettorale è senz'altro la paura. Paura di perdere tutto, paura di finire ancora peggio di come siamo ora. In questi ultimi anni di crisi il governo greco ha mostrato il suo vero volto. La crisi economica con tutte le sue misure sono state ben condite con una mal celata dittatura democratica che ha portato i governanti a stringere patti con i nazisti di Chrisi Avghi, a usare la pelle degli immigrati come propaganda elettorale, a uccidere, a torturare, a reprimere. La corruzione, madre di tutti i problemi della Grecia è aumentata. Le diseguaglianze hanno caratterizzato la crisi, l'essere deboli con i forti e forti con i deboli è stata la parola d'ordine di questo governo. Pare impossibile, nel cuore dell'Europa che possa succedere tutto questo, eppure è così. Se guardo indietro vedo il volto di Pavlos Fissas, ucciso dai fascisti davanti agli occhi della polizia, le centinaia di immigrati senza nome uccisi a coltellate nelle notti di Atene dalla manovalanza squadrista, le facce, di tutti coloro che con arroganza dichiaravano, minacciavano, si sentivano sicuri e protetti. Come potranno tutti questi rinunciare a essere garantiti dal potere? Come potranno le migliaia di fascisti in divisa fare il loro lavoro in maniera "normale" senza sentirsi protetti, incentivati, impuniti?
Con queste elezioni, molto probabilmente si chiuderà un periodo buio della Grecia, ma se ne aprirà un altro, che non sappiamo come sarà. Tutta questa gente è senz'altro pronta a tutto, è organizzata e fanatizzata. In Europa si è parlato molto di Syriza, spesso inventando e mettendoli etichette, caratterizzandolo come partito anti-europeo. Tutte cose non vere, anzi, se devo esprimere un giudizio, il Syriza ha avuto l'intelligenza di raggruppare milioni di persone sotto l'idea di cambiarla l'Unione Europea e non di distruggerla. Anche se sarebbe stato molto più facile al livello nazionale puntare tutto su l'odio e sullo schifo che in questi anni il popolo greco ha avuto verso questa Europa. Alexis Tsipras ha avuto inoltre l'abilità di saper costruire una rete di consensi basata sul suo programma al livello internazionale, tessendo rapporti e confrontandosi direttamente con i propri interlocutori nel resto d'Europa.

Le elezioni del 2012 furono caratterizzate dal "Grexit" (Grecia + Exit) ovvero dalla più massiccia propaganda mai organizzata al livello internazionale per condizionare un popolo a votare il partito prescelto dalla Troika come interlocutore. E così fu, infatti Nea Dimokratia andò al governo insieme al Pasok.
La propaganda fu martellante e mirata a creare il panico nel greco medio, facendo leva sull'insicurezza. Una massa di dichiarazioni e minacce di varie personalità riuscì a scoraggiarlo dal votare Syriza. Da quel momento in poi il popolo greco ha iniziato a capire, ancora meglio, cosa significa essere sotto il controllo della Troika. Cosa significa vivere in un paese comandato via mail dai funzionari del Fondo Monetario Internazionale. Dove le condizioni più umilianti e inimmaginabili diventano leggi. Cosa vuol dire vivere in un paese dove c'è un partito di nazisti che viene foraggiato economicamente dagli armatori e che ha il compito preciso di creare repressione e paura. Cosa vuol dire vivere in un paese dove la polizia è formata per più del sessanta per cento da militanti di questo partito. Molte cose che sembravano neanche pensabili sono diventate reali dal giorno alla notte e ed così che la televisione di stato è stata chiusa improvvisamente, che sono state messe in vendita spiagge e siti archeologici. 
La Grecia è diventata in questi anni il simbolo dell'austerity, una sorta di cavia dove sperimentare le conseguenze delle più selvagge misure neo-liberiste. Sono davvero tante le cose che sono successe in questo incubo durato anni ed è difficile elencarle tutte.
Anche questa volta il primo ministro Samaras ha basato tutta la propria campagna elettorale sul "Grexit", cercando di incutere la stessa paura del giugno 2012. Lo ha fatto usando tutti i canali televisivi privati che sono suoi collaboratori e che ha invogliato a sostenerlo posticipando il pagamento sulle loro frequenze all'anno successivo. Solo l'ultimo dei tanti favori che ha concesso alle emittenti televisive. Mentre dai comuni mortali pretende l'anticipo sulle tasse dell'anno prossimo, alle emittenti permette di pagare con comodo le tasse di quest'anno il prossimo anno.
Ma questa propaganda "Grexit" sembra non aver funzionato, forse perché ormai l'elettorato non ha più niente da perdere, forse per qualche altro strano motivo, fatto sta che una vera e propria emorragia di voti sta colpendo il partito di Samaras e anche molti elettori che prima votavano Nea Dimokratia e Pasok adesso andranno a votare Syriza. Questo ha davvero dell'incredibile, perché Syriza non ha le decine di emittenti televisive su cui può contare il governo, ha solo una radio e un sito internet e un giornale. È con il niente che il Syriza ha raggiunto più o meno il 30% dei consensi (questo dicono i sondaggi).
Nonostante le condizioni di inferiorità mediatica, il Syriza sembra non doversi fermare, e anche a due giorni dal voto, è primo partito con un notevole vantaggio su Nea Dimokratia. In un sondaggio apparso  ieri sera ha addirittura staccato di dieci punti percentuale Nea Dimokratia.
Ha inoltre buona probabilità di ottenere anche l'autonomia di governo. Difronte a questo fenomeno che come ripeto ha dell'incredibile, stiamo assistendo ad un altro fenomeno, che anche questo ha dell'incredibile. Con particolare frequenza, negli ultimi giorni il Syriza sta raccogliendo molte dichiarazioni di simpatia e di appoggio da parte di persone insospettabili, in molti casi stupiscano perché arrivano da persone che non hanno niente a che fare con la cultura di sinistra portata avanti dal Syriza come per esempio la signora Le Pen che apertamente ha dichiarato la propria simpatia al partito di Tsipras. Ma anche il primo ministro Renzi ha voluto simpatizzare con il Siriza e con lui anche D'Alema e Prodi. Molti anche i politici degli altri paesi europei e svariati economisti e premi Nobel. Tutta gente insospettabile. L'incredibile è che il partito di Alexis Tsipras era visto fino a poco tempo fa come la rovina dell'Europa e adesso che gli eventi renderanno inevitabile la propria presenza sulla scena europea, viene accettato come un normale interlocutore. Tutti si dichiarano pronti a trattare.
Un eventuale governo autonomo del Syriza è un fatto unico in Europa. Non si è mai verificata una cosa del genere. Per chi non lo avesse ancora capito il Syriza è un partito di sinistra vero, almeno a giudicare dal proprio programma. Non è possibile giudicare ora ciò che potrà fare, ma almeno nelle intenzioni sta portando in scena una nuova idea di politica, non ha paura di essere "di sinistra" e, ancora più incredibile, sembra pensare e riflettere come tanta gente. Questa è una cosa inedita. Non ha niente a che vedere con le social-democrazie che siamo abituati a vedere in alternanza ai governi di destra e che ci ostiniamo per inerzia a chiamare "centro sinistra", ma che di fatto portano avanti il programma economico della destra in virtù del "pragmatismo economico".
Pensate che uno dei punti che ha sollevato il panico nella destra e che ha suscitato notevoli discussioni è quello di "disarmare" i reparti celere della polizia greca. Questa cosa è sembrata incredibile, come se si andasse contro un dogma della religione, la polizia ha sempre avuto il monopolio delle armi e per molti politici del governo è inconcepibile. Appare invece l'unico provvedimento possibile agli occhi di migliaia e migliaia di greci che sono stati malmenati, denunciati, arrestati ingiustamente ed in forma repressiva, torturati fisicamente e psicologicamente all'interno dei comandi di polizia, che hanno subito lesioni gravi da quella massa di squilibrati fascisti che solo l'attuale governo ha il coraggio di chiamare "forze dell'ordine". Certo, da come stanno andando le cose in Grecia negli ultimi anni, sembra fuori dal mondo che un partito si preoccupi di tutelare i propri cittadini proprio dalle "forze dell'ordine", mentre dovrebbe sembrare fuori dal mondo il comportamento delle "forze dell'ordine".
La speranza di un cambiamento in Grecia non è soltanto legata alle questioni economiche, sono importantissime anche queste, ma ciò che veramente ha convinto milioni di persone ha cambiare partito e a scegliere il Syriza è la speranza di vivere in un paese normale.

Il programma su cui ha puntato Alexis Tsipras è a vederlo bene un programma "normale", certo non rivoluzionario. Ciò che lo fa sembrare incredibile e il progressivo slittamento di tutta l'Europa verso politiche repressive e anti sociali. La crisi economica ha dato l'opportunità a molti paesi di attuare una politica aggressiva che in maniera veloce ha cambiato le dinamiche economiche di molti paesi, spingendo migliaia di persone verso la povertà. Tutto questo è stato addirittura motivato "per il bene dell'Euro e dell'Europa". Che ce ne facciamo di un continente che fa schifo. Chiuso e xenofobo, senza possibilità, dove si vive con la paura e con la sensazione di essere degli schiavi?
Nel programma del Syriza, molto importanti sono i sette punti di emergenza per fronteggiare la crisi umanitaria che grazie alla crisi sta interessando migliaia di famiglie in Grecia:
Energia elettrica a 300.000 famiglie, contributi per l'alimentazione a 300.000 famiglie che si trovano in seria difficoltà a causa della perdita del lavoro, assistenza sanitaria per tutti, riduzione del ticket sul prezzo dei farmaci, aiuto economico per l'affitto ad almeno 25.000 famiglie, tredicesima ai pensionati con pensione al di sotto dei 700 euro, abbonamento ai mezzi pubblici a disoccupati e poveri, eliminazione delle accise sui carburanti e sul petrolio da riscaldamento.
A confronto della politica fatta fino ad ora da Samaras, Tsipras sembra un salvatore. Tanto per fare  un esempio in materia di tassazione propone che i primi 12.000 euro siano non tassati per tutti. Chiunque viva sulla faccia dell'Europa sabenissimo che questo è il minimo per sopravvivere, quei 12.000 euro se ne andranno comunque in spese e tasse varie, ma almeno non saranno tassati alla fonte. Anche un provvedimento del genere, adesso in Grecia, sembra venuto dal cielo. Pensate che adesso, un lavoratore autonomo che ha una ditta in perdita è costretto a pagare il 26% di tasse su un "reddito presunto" di 3000 euro che il governo assegna a tutti in maniera orizzontale. Mentre un armatore è in proporzione meno tassato di un suo operaio.

I cambiamenti che vengono proposti sono molti, vanno dai diritti alla tutela della prima casa, dall'istruzione alla sanità. Soprattutto la cosa inedita è che vanno a tutelare i più deboli e questo è la cosa che sorprende e innervosisce i "mercati".
Come andrà a finire non lo sappiamo. Non sappiamo ancora se alla fine il Syriza avrà l'autonomia di governo, cioè se andrà al governo da solo o se per una piccola percentuale dovrà stabilire alleanze con altri partiti. Non sappiamo se potrà attuare il proprio programma a pieno, ma in questa Europa, è già tanto che qualcuno ci provi.
La cosa certa invece è che la Grecia avrà un enorme bisogno di solidarietà internazionale, di sostegno ideologico, di fiducia. Perché solo così sarà possibile fare qualcosa. I "mercati" e il capitalismo internazionale non accetteranno di veder rovinato tutto ciò che sono riusciti a guadagnare in questi ultimi anni. Mostreranno il loro volto peggiore. Sappiamo che sono pronti a tutto e che niente è vietano in questo sporco gioco.

lunedì 12 gennaio 2015


Per tutti coloro che si stanno chiedendo: Chi vincerà le elezioni in Grecia? Ecco ancora un sondaggio aggiornato. Come sapete questi dati sono in continua evoluzione e possono cambiare anche solo grazie ad un piccolo evento, una dichiarazione etc.. 
Comunque danno una chiara idea di come stanno andando le cose in Grecia rispetto alle future votazioni del 25 gennaio. Il partito di sinistra e maggiore oppositore del governo Syriza guidato da Alexis Tsipras è tutt'ora in testa con il 29,4%, staccando di ben 7,4 punti il partito di governo Nea Dimokratia che resta al 22%. A seguire i Nazi Fascisti di Chrisi Avghi al 5,7%, calati un po' negli ultimi tempi, poi c'è il 4,3% del KKE (Partito Comunista Greco) e il 4,1 di Potami. Anexartiti Ellines al 3,2% e il Pasok, l'altro partito di governo ormai in via di estinzione al 3%. I Verdi al 2,2%. Ancora molti sono gli indecisi che registrano un 12%.
I dati cambiano un po' a secondo di chi fa il sondaggio, ma nella sostanza il Syriza è primo in tutti. Questo è del 3 gennaio 2015 ed è stato fatto da Palmos Analysis per conto del sito giornalistico tvxs.gr

Un altro sondaggio uscito oggi per il giornale "Avghi" che è l'organo ufficiale del Syriza, da il partito guidato da Alexis Tsipras al 38% distaccando di ben 8 punti Nea Dimokratia che resta al 30%. Questo si andrebbe a tradurre nel nuovo parlamento in 151 seggi per Syriza contro gli 80 del partito di Antonis Samaras.

domenica 11 gennaio 2015

"Je suis sovarì Chrisì Avghì"
Eloquente vignetta di Michalis Kountoupis, dove il primo ministro Samaras mostra un cartello con su scritto: "Je suis sovarì Chrisì Avghì". Il messaggio scritto in un maccheronico franco-greco sta a significare che Samaras è davvero fascista e non perde occasione per dimostrarlo.
La vignetta è apparsa sul giornale Εφημερίδα των Συντακτών (giornale dei redattori) descrive più che bene l'idea che molti greci hanno riguardo alla politica di Samaras.