Questo blog vuole informare su come e quanto sta cambiando la vita di tutti i giorni in Grecia. L'intervento del Fondo Monetario Internazionale, BCE e dell'Unione Europea sta riducendo la Grecia a un paese in cui sarà difficile vivere. Non sono un giornalista e su questo blog voglio raccontare la vita di tutti i giorni, la mia esperienza diretta di come siamo costretti a "sopravvivere in grecia".

Alla pagina dei video di questo blog puoi vedere il nuovo documentario CATASTROIKA con sottotitoli in Italiano e il documentario DEBTOCRACY International Version con sottotitoli in inglese. Molto consigliato è anche la video intervista di Monica Benini "La guerra in Europa" che spiega benissimo ciò che sta succedendo alla Grecia. Nuovo video interessantissimo Fascismo inc anche questo in italiano. Seguendo questo link si possono ascoltare una serie di interventi andati in onda su Radio 2 Rai sul tema musicale Rebetiko, tra gli interventi, oltre alla musica si parla di storia, politica ed economia.

venerdì 23 gennaio 2015

Due giorni dal voto. L'importante è crederci.
Il Syriza è in testa ai sondaggi e punta all'autonomia di governo.

Due giorni ci separano dal voto. Un voto importante e non solo per la Grecia.
Da quando sono state indette le elezioni ho vissuto in una tensione continua aspettando che succedesse qualcosa, qualcosa di grave, qualcosa di tragico. Qualcosa che in una maniera sporca e repentina potesse cambiare il corso delle cose.
Inizio il mio articolo raccontandovi questa mia angoscia. Non sono stato il solo a sentirla, giorno dopo giorno ho vissuto in una sorta di allerta, con la paura che anche in Grecia venisse attuata una "Strategia della Tensione", come a suo tempo venne attuata in Italia. Se c'è una sensazione che ha accompagnato questo periodo pre-elettorale è senz'altro la paura. Paura di perdere tutto, paura di finire ancora peggio di come siamo ora. In questi ultimi anni di crisi il governo greco ha mostrato il suo vero volto. La crisi economica con tutte le sue misure sono state ben condite con una mal celata dittatura democratica che ha portato i governanti a stringere patti con i nazisti di Chrisi Avghi, a usare la pelle degli immigrati come propaganda elettorale, a uccidere, a torturare, a reprimere. La corruzione, madre di tutti i problemi della Grecia è aumentata. Le diseguaglianze hanno caratterizzato la crisi, l'essere deboli con i forti e forti con i deboli è stata la parola d'ordine di questo governo. Pare impossibile, nel cuore dell'Europa che possa succedere tutto questo, eppure è così. Se guardo indietro vedo il volto di Pavlos Fissas, ucciso dai fascisti davanti agli occhi della polizia, le centinaia di immigrati senza nome uccisi a coltellate nelle notti di Atene dalla manovalanza squadrista, le facce, di tutti coloro che con arroganza dichiaravano, minacciavano, si sentivano sicuri e protetti. Come potranno tutti questi rinunciare a essere garantiti dal potere? Come potranno le migliaia di fascisti in divisa fare il loro lavoro in maniera "normale" senza sentirsi protetti, incentivati, impuniti?
Con queste elezioni, molto probabilmente si chiuderà un periodo buio della Grecia, ma se ne aprirà un altro, che non sappiamo come sarà. Tutta questa gente è senz'altro pronta a tutto, è organizzata e fanatizzata. In Europa si è parlato molto di Syriza, spesso inventando e mettendoli etichette, caratterizzandolo come partito anti-europeo. Tutte cose non vere, anzi, se devo esprimere un giudizio, il Syriza ha avuto l'intelligenza di raggruppare milioni di persone sotto l'idea di cambiarla l'Unione Europea e non di distruggerla. Anche se sarebbe stato molto più facile al livello nazionale puntare tutto su l'odio e sullo schifo che in questi anni il popolo greco ha avuto verso questa Europa. Alexis Tsipras ha avuto inoltre l'abilità di saper costruire una rete di consensi basata sul suo programma al livello internazionale, tessendo rapporti e confrontandosi direttamente con i propri interlocutori nel resto d'Europa.

Le elezioni del 2012 furono caratterizzate dal "Grexit" (Grecia + Exit) ovvero dalla più massiccia propaganda mai organizzata al livello internazionale per condizionare un popolo a votare il partito prescelto dalla Troika come interlocutore. E così fu, infatti Nea Dimokratia andò al governo insieme al Pasok.
La propaganda fu martellante e mirata a creare il panico nel greco medio, facendo leva sull'insicurezza. Una massa di dichiarazioni e minacce di varie personalità riuscì a scoraggiarlo dal votare Syriza. Da quel momento in poi il popolo greco ha iniziato a capire, ancora meglio, cosa significa essere sotto il controllo della Troika. Cosa significa vivere in un paese comandato via mail dai funzionari del Fondo Monetario Internazionale. Dove le condizioni più umilianti e inimmaginabili diventano leggi. Cosa vuol dire vivere in un paese dove c'è un partito di nazisti che viene foraggiato economicamente dagli armatori e che ha il compito preciso di creare repressione e paura. Cosa vuol dire vivere in un paese dove la polizia è formata per più del sessanta per cento da militanti di questo partito. Molte cose che sembravano neanche pensabili sono diventate reali dal giorno alla notte e ed così che la televisione di stato è stata chiusa improvvisamente, che sono state messe in vendita spiagge e siti archeologici. 
La Grecia è diventata in questi anni il simbolo dell'austerity, una sorta di cavia dove sperimentare le conseguenze delle più selvagge misure neo-liberiste. Sono davvero tante le cose che sono successe in questo incubo durato anni ed è difficile elencarle tutte.
Anche questa volta il primo ministro Samaras ha basato tutta la propria campagna elettorale sul "Grexit", cercando di incutere la stessa paura del giugno 2012. Lo ha fatto usando tutti i canali televisivi privati che sono suoi collaboratori e che ha invogliato a sostenerlo posticipando il pagamento sulle loro frequenze all'anno successivo. Solo l'ultimo dei tanti favori che ha concesso alle emittenti televisive. Mentre dai comuni mortali pretende l'anticipo sulle tasse dell'anno prossimo, alle emittenti permette di pagare con comodo le tasse di quest'anno il prossimo anno.
Ma questa propaganda "Grexit" sembra non aver funzionato, forse perché ormai l'elettorato non ha più niente da perdere, forse per qualche altro strano motivo, fatto sta che una vera e propria emorragia di voti sta colpendo il partito di Samaras e anche molti elettori che prima votavano Nea Dimokratia e Pasok adesso andranno a votare Syriza. Questo ha davvero dell'incredibile, perché Syriza non ha le decine di emittenti televisive su cui può contare il governo, ha solo una radio e un sito internet e un giornale. È con il niente che il Syriza ha raggiunto più o meno il 30% dei consensi (questo dicono i sondaggi).
Nonostante le condizioni di inferiorità mediatica, il Syriza sembra non doversi fermare, e anche a due giorni dal voto, è primo partito con un notevole vantaggio su Nea Dimokratia. In un sondaggio apparso  ieri sera ha addirittura staccato di dieci punti percentuale Nea Dimokratia.
Ha inoltre buona probabilità di ottenere anche l'autonomia di governo. Difronte a questo fenomeno che come ripeto ha dell'incredibile, stiamo assistendo ad un altro fenomeno, che anche questo ha dell'incredibile. Con particolare frequenza, negli ultimi giorni il Syriza sta raccogliendo molte dichiarazioni di simpatia e di appoggio da parte di persone insospettabili, in molti casi stupiscano perché arrivano da persone che non hanno niente a che fare con la cultura di sinistra portata avanti dal Syriza come per esempio la signora Le Pen che apertamente ha dichiarato la propria simpatia al partito di Tsipras. Ma anche il primo ministro Renzi ha voluto simpatizzare con il Siriza e con lui anche D'Alema e Prodi. Molti anche i politici degli altri paesi europei e svariati economisti e premi Nobel. Tutta gente insospettabile. L'incredibile è che il partito di Alexis Tsipras era visto fino a poco tempo fa come la rovina dell'Europa e adesso che gli eventi renderanno inevitabile la propria presenza sulla scena europea, viene accettato come un normale interlocutore. Tutti si dichiarano pronti a trattare.
Un eventuale governo autonomo del Syriza è un fatto unico in Europa. Non si è mai verificata una cosa del genere. Per chi non lo avesse ancora capito il Syriza è un partito di sinistra vero, almeno a giudicare dal proprio programma. Non è possibile giudicare ora ciò che potrà fare, ma almeno nelle intenzioni sta portando in scena una nuova idea di politica, non ha paura di essere "di sinistra" e, ancora più incredibile, sembra pensare e riflettere come tanta gente. Questa è una cosa inedita. Non ha niente a che vedere con le social-democrazie che siamo abituati a vedere in alternanza ai governi di destra e che ci ostiniamo per inerzia a chiamare "centro sinistra", ma che di fatto portano avanti il programma economico della destra in virtù del "pragmatismo economico".
Pensate che uno dei punti che ha sollevato il panico nella destra e che ha suscitato notevoli discussioni è quello di "disarmare" i reparti celere della polizia greca. Questa cosa è sembrata incredibile, come se si andasse contro un dogma della religione, la polizia ha sempre avuto il monopolio delle armi e per molti politici del governo è inconcepibile. Appare invece l'unico provvedimento possibile agli occhi di migliaia e migliaia di greci che sono stati malmenati, denunciati, arrestati ingiustamente ed in forma repressiva, torturati fisicamente e psicologicamente all'interno dei comandi di polizia, che hanno subito lesioni gravi da quella massa di squilibrati fascisti che solo l'attuale governo ha il coraggio di chiamare "forze dell'ordine". Certo, da come stanno andando le cose in Grecia negli ultimi anni, sembra fuori dal mondo che un partito si preoccupi di tutelare i propri cittadini proprio dalle "forze dell'ordine", mentre dovrebbe sembrare fuori dal mondo il comportamento delle "forze dell'ordine".
La speranza di un cambiamento in Grecia non è soltanto legata alle questioni economiche, sono importantissime anche queste, ma ciò che veramente ha convinto milioni di persone ha cambiare partito e a scegliere il Syriza è la speranza di vivere in un paese normale.

Il programma su cui ha puntato Alexis Tsipras è a vederlo bene un programma "normale", certo non rivoluzionario. Ciò che lo fa sembrare incredibile e il progressivo slittamento di tutta l'Europa verso politiche repressive e anti sociali. La crisi economica ha dato l'opportunità a molti paesi di attuare una politica aggressiva che in maniera veloce ha cambiato le dinamiche economiche di molti paesi, spingendo migliaia di persone verso la povertà. Tutto questo è stato addirittura motivato "per il bene dell'Euro e dell'Europa". Che ce ne facciamo di un continente che fa schifo. Chiuso e xenofobo, senza possibilità, dove si vive con la paura e con la sensazione di essere degli schiavi?
Nel programma del Syriza, molto importanti sono i sette punti di emergenza per fronteggiare la crisi umanitaria che grazie alla crisi sta interessando migliaia di famiglie in Grecia:
Energia elettrica a 300.000 famiglie, contributi per l'alimentazione a 300.000 famiglie che si trovano in seria difficoltà a causa della perdita del lavoro, assistenza sanitaria per tutti, riduzione del ticket sul prezzo dei farmaci, aiuto economico per l'affitto ad almeno 25.000 famiglie, tredicesima ai pensionati con pensione al di sotto dei 700 euro, abbonamento ai mezzi pubblici a disoccupati e poveri, eliminazione delle accise sui carburanti e sul petrolio da riscaldamento.
A confronto della politica fatta fino ad ora da Samaras, Tsipras sembra un salvatore. Tanto per fare  un esempio in materia di tassazione propone che i primi 12.000 euro siano non tassati per tutti. Chiunque viva sulla faccia dell'Europa sabenissimo che questo è il minimo per sopravvivere, quei 12.000 euro se ne andranno comunque in spese e tasse varie, ma almeno non saranno tassati alla fonte. Anche un provvedimento del genere, adesso in Grecia, sembra venuto dal cielo. Pensate che adesso, un lavoratore autonomo che ha una ditta in perdita è costretto a pagare il 26% di tasse su un "reddito presunto" di 3000 euro che il governo assegna a tutti in maniera orizzontale. Mentre un armatore è in proporzione meno tassato di un suo operaio.

I cambiamenti che vengono proposti sono molti, vanno dai diritti alla tutela della prima casa, dall'istruzione alla sanità. Soprattutto la cosa inedita è che vanno a tutelare i più deboli e questo è la cosa che sorprende e innervosisce i "mercati".
Come andrà a finire non lo sappiamo. Non sappiamo ancora se alla fine il Syriza avrà l'autonomia di governo, cioè se andrà al governo da solo o se per una piccola percentuale dovrà stabilire alleanze con altri partiti. Non sappiamo se potrà attuare il proprio programma a pieno, ma in questa Europa, è già tanto che qualcuno ci provi.
La cosa certa invece è che la Grecia avrà un enorme bisogno di solidarietà internazionale, di sostegno ideologico, di fiducia. Perché solo così sarà possibile fare qualcosa. I "mercati" e il capitalismo internazionale non accetteranno di veder rovinato tutto ciò che sono riusciti a guadagnare in questi ultimi anni. Mostreranno il loro volto peggiore. Sappiamo che sono pronti a tutto e che niente è vietano in questo sporco gioco.